
MUGELLO – Non si placa la tempesta negli ambiti territoriali di caccia fiorentini. In un anno è accaduto di tutto, dall’insediamento dei comitati di gestione, alla scoperta di forti passivi di bilancio al commissariamento dell’ATC FI 5 appena costituito, fino all’intervento della procura della Repubblica che ha aperto un fascicolo per presunte perizie danni alterate, con due tecnici esterni indagati. “È l’ora -dice Fabrizio Falteri, presidente provinciale di “Libera Caccia”¬- di far chiarezza e di avere la massima trasparenza sulla gestione degli ATC! Nell’attesa che la Procura della Repubblica svolga il proprio lavoro sull’indagine aperta con il sequestro delle perizie danni procurati agli agricoltori dagli ungulati vorremmo intanto dir qualcosa sulla gestione passata dell’ATC 4”.
Falteri mette il dito nella piaga: “Nei giorni precedenti all’intervento della Procura della Repubblica il comitato della Firenze 4 non aveva rinnovato il contratto alla Global Servis Oikos Srl perché ritenuto troppo oneroso (circa 350.000 euro l’anno) per le casse dell’ente già in passivo per 250.000 euro. Oikos Srl, interamente di proprietà di Federcaccia Toscana e delle varie sezioni di Federcaccia delle province toscane come si evince dalla visura camerale a disposizione presso la Camera di Commercio, ha gestito per anni l’ATC 4. L’interruzione del rapporto con Oikos ha creato un disservizio di alcuni giorni presso gli uffici di Scarperia, niente da imputare all’indagine della Procura”. Il presidente di Libera Caccia attacca Federcaccia: “Al presidente provinciale di Federcaccia Simone Tofani vorrei chiedere come mai Federcaccia è proprietaria di una società a scopo di lucro che ha gestito per anni i soldi dei cacciatori. Non pensa che ci sia un enorme conflitto di interessi? Forse è per questo che Federcaccia si è opposta all’infinito all’ingresso di altre associazioni venatorie nel comitato dell’ATC? Intanto nell’ATC FI 4 sono stati presentati i bandi per l’assunzione di dipendenti, fatta una gara per il lancio di selvaggina e di altre figure professionali che necessitano alla gestione dell’ente con un notevole risparmio per il bilancio. Rimaniamo in attesa e speriamo che il nuovo comitato adotti uno spirito di trasparenza nella gestione -conclude Falteri- anche se con un presidente eletto Federcaccia, associazione che per anni ha gestito l’ATC con risultati a a dir poco fallimentari, rimangono poche speranze”.
Fino a poche settimane presidente dell’ATC4 è stato Adriano Borgioli, allevatore borghigiano, che poi si è dimesso. “Quello con Global Service -dice- era un contratto voluto da Federcaccia e anche da Arci Caccia, ma sostanzalmente tutti erano d’accordo”. Quanto alle sue dimissioni spiega: “Ci sono motivi personali, legati ai miei nuovi incarichi a livello nazionale, ma anche una valutazione legata alla situazione. L’ATC 5 era commissariato, noi no, ed era opportuno che entrambi lo fossero. Inoltre io ero lì a rappresentare il mondo agricolo, ma credo che negli ATC debbano essere i cacciatori ad avere la presidenza, anche perché i soldi per gli ATC vengono dai cacciatori, giusto o non giusto che sia. Una presidenza del mondo agricolo, quando ci sono da erogare indennizzi agli agricoltori, potrebbe far pensare che si faccia pro domo nostra. E’ giusto essere presenti nel consiglio, ma non con la presidenza”. Per il futuro Borgioli è preoccupato: “I danni alle colture sono sempre maggiori, e le colture qui da noi sono colture di eccellenza, i cacciatori diminuiscono. Non si prospettano tempi facili”.
Infine vediamo qualche dato: l’ATC FI Nord (Firenze e Prato) conta 6860 iscritti. Nella provincia di Firenze i cacciatori sono 15908 e i soci Federcaccia 8200, oltre il 51% di tutti i cacciatori. Il bilancio dell’ATC FI Nord al 31 dicembre 2017 è risultato in perdita di 248.000 euro.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 agosto 2018




