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La copertina di questo mese
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Chiesa

TESTIMONIANZE

"E tu cosa ne pensi? Scrivi il tuo contributo a questo argomento, lo pubblicheremo su queste pagine"

 

Una testimonianza,di ritorno da Parigi

Giovanni e Carlos, due seminaristi appartenenti alle comunità neocatecumenali, che si stanno preparando al sacerdozio nel seminario di Taiwan, di ritorno dalle Giornate dei giovani a Parigi, si sono fermati a Barberino Mugello, incontrando la comunità barberinese. Questo l'intervento di uno di loro, Giovanni, davanti ai fratelli e alle sorelle riuniti a Barberino.

"Reverendo padre, (...) tu ci appari davvero beatissimo perché Cristo ti ha eletto (...) per sostenere con vigore i vecchi edifici ecclesiastici che minacciano di rovinarsi per vecchiezza e per incuria dei loro architetti, e per costruirne di nuovi".

Questo è un piccolo frammento di una lettera che, nel 1555, i professori della università di Barcellona scrissero a Ignazio di Loyola, che sarebbe, poi, morto l'anno successivo. Ho voluto aprire così, questo breve intervento, perché desidero, considerare come la chiesa Cattolica, costantemente, e incessantemente, è capace di rinnovare sé stessa, dall'interno, e questo significa in comunione "con Pietro e sottomessi a Pietro".

Con il Concilio Vaticano II sono fioriti contemporaneamente, per azione dello Spirito Santo, numerosi carismi o movimenti: alcuni raccolgono le eredità di quelle spiritualità che li hanno preceduti, altri inaugurano "lingue nuove" ma sempre annunciano quell'evento che salva ogni uomo dalla morte:"Gesù il Cristo è Risorto!".

Ed è stato all'interno di una porzione del Popolo di Dio, corpo mistico del Cristo-Capo, caratterizzato dalla unità nella diversità dei suoi membri che mi è stato possibile ascoltare l'invito di Gesù:"Seguimi".

In questa espressione della Chiesa-madre, che tutti esorta, corregge e ama, sono nate e maturate tante vocazioni. Così che in poco più di dieci anni sono sorti trentadue seminari in altrettante diocesi distribuite nei cinque continenti. Alcuni di questi seminari hanno un numero considerevole di seminaristi, la maggioranza accoglie una presenza che si aggira tra le dodici e le trenta unità. E, inoltre, nello stesso periodo, sono stati ordinati ben 385 sacerdoti: dal Giappone all'Australia, e passando per l'Europa, fino alle Americhe.

Così accadde che Mons. Paul Shan, Vescovo della diocesi di Kaoh Siung, in Taiwan, con in cuore un suo antico desiderio, quello di avere un seminario da cui uscissero presbiteri in grado e a loro volta, capaci di contribuire alla formazione del clero cinese, si mise alla ricerca di vocazioni.

Il Vescovo, nel 1992, si rivolse, dopo accurate informazioni raccolte dall'esperienze dirette di altri suoi confratelli, a Kiko Arguello, iniziatore, insieme a Carmen , del Cammino Neocatecumenale, dicendosi disposto ad accogliere quei giovani la cui vocazione si manifestò e continua a crescere, all'interno di questo carisma.

Oggi, questo disegno, a distanza di cinque anni, ha già cominciato ad assumere una fisionomia: quest'anno dovremmo raggiungere il numero di ventiquattro seminaristi -attualmente siamo 19 di dieci differenti nazionalità- sei seminaristi hanno già ricevuto, dopo l' ammissione al clero, il ministero del lettorato. Il nostro seminario è diocesano, con una possibile apertura alla missionarietà, secondo la disposizione del Vescovo titolare.

Concludo rinnovando il mio "grazie" al pastore della comunità parrocchiale di Barberino, Don Paolo Cioni, per la sua accoglienza. Saluto in particolare, coloro che ci hanno ospitati e che vivono la vocazione cristiana ispirandosi al Cammino Neocatecumenale, a tutta la Chiesa di Dio che è in Barberino il bacio santo della Pace. In CRISTO!

GIOVANNI, SEMINARISTA

 

 

 

Fraternita', straordinaria giornata

Oltre 700 persone -500 tra disabili, malati e anziani e 250 tra accompagnatori e personale di servizio- hanno partecipato a Borgo San Lorenzo alla "Giornata della Fraternità": e fraternità è la parola più adeguata per descrivere il clima e il senso di questa riuscita iniziativa, che ha visto il contributo di tantissima gente; per la preparazione del pranzo, offerto dalla popolazione di Borgo, Rabatta, Piazzano, Olmi, La Torre, La Gracchia, Sagginale; e con la raccolta di contributi in denaro per oltre 11 milioni e mezzo di lire. Con questi fondi si sono sostenute le spese per il noleggio dei pullman e per l'acquisto dei materiali necessari, si è inviata un'offerta per i terremotati dell'Umbria e delle Marche e la somma rimasta sarà utilizzata per costruire al Centro Giovanile un bagno per handicappati, per venire incontro a situazioni di bisogno in parrocchia e per offrire il viaggio ai malati nei pellegrinaggi a Lourdes e Loreto.

 

 

 

Ricordi e sogni di un numero

L'8 settembre 1943, dopo l'iniziale smarrimento, tanti ufficiali che erano in Croazia o in Slovenia dove erano stati inviati a combattere, trovandosi senza capi e senza ordini precisi, cercarono in tutti i modi di portare in salvo i loro soldati e poi, ingannati da false promesse, affrontarono con ritrovata fierezza, lunghi mesi di prigionia nei lager di Polonia e poi di Germania. Quarantamila morirono dietro quei reticolati; duecentomila tornarono in patria feriti, mutilati, tubercolotici
Uno di loro un borghigiano che pazientemente costruì dei piccoli taccuini su cui annotare le angosce, i timori, i sogni e le speranze di quei giorni: un'ancora di salvezza per sopravvivere a quell'inferno.
Pubblicheremo alcuni brani estratti da quel diario e soltanto alla fine vi riveleremo il suo autore.
Queste pagine sono particolarmente dedicate ai giovani che non s'immaginano neanche lontanamente -per fortuna- cosa significhino la fame, le umiliazioni, le sofferenze di un essere umano che diventa un numero

1944 Polonia Campo di concentramento di Deblin

Intorno a me, uomini armati con occhio vigile e ironico, voci di comando e di biasimo: io provo vergogna e fame. E' come vivere in un mondo nuovo, come morire...
Sono il numero 97795. Avanzo con il mio pentolino per ricevere un mescolo di acqua, di orzo, di cavoli. Oggi sono fortunato perchè in fondo al mastello ci sono dei ceci e qualche osso... forse scricchioleranno sotto i miei denti anche i granelli di sabbia.

In solo due giorni tre uccellini sono rimasti nelle primitive e pure ingegnose tagliole di G.: dovevano essere proprio nati sotto una cattiva stella per fare una tal fine... Una fortuna intanto per chi li ha mangiati, se pure rudimentalmente cotti in un coperchio di gavetta con poca margarina.

Perchè ci provocate, ochette bianche che venite in processione presso i reticolati? Il vostro monotono verso quasi un insistente richiamo.

Tre fettine di salame italiano ed una sigaretta: con tali doni ho festeggiato oggi il mio onomastico... Nevica... Penso a quando e a cosa mangiavo un tempo: merende a Vincigliata e a Vaglia, una trattoria verso S. Miniato, acquisti nelle rosticcerie, tante arance e noccioline...Si dice che la nostra razione sarà... ancora ridotta: 230 g di pane al giorno (280 la domenica) ed una "sbobba" calda soltanto!

Ho sognato una gallina bianca che veniva ad accoccolarsi sulle mie ginocchia. Ho letto: "Il segreto nella vita saper trasformare la necessità... in poesia". (V.G. Rossi "Oceano"). E allora? Allora mi provo così a calmare i morsi della fame. Con la poesia.

Il buon sapore dei cibi casalinghi, il profumo di cucina, la frutta colta sugli alberi, fresca al mattino... la primizia dell'orto, la pietanza preferita, il piatto tradizionale delle feste... Contro il cielo stellato, alzano il loro fascio di luce i riflettori. Nel silenzio della notte, lo zampettar veloce dei topi sul pavimento; cercano invano le briciole della nostra cena.

 

San Piero: una coppia in Brasile
Vacanze a servizio

 

Un mese a completa disposizione di qualcuno meno fortunato: sono state queste le ferie '97 di Gloria e Maurizio di San Piero a S ieve. Un mese passato in Brasile nei pressi della città di Petrolina al Petrape (Piccoli lavoratori di Petrolina), un istituto che accoglie "meninos derua", nato venti anni fa grazie alle battaglie ed alla determinazione di Suor Dourado, una salesiana, ed all'aiuto di vari benefattori, soprattutto italiani. La struttura assomiglia molto a quella dei Centro Giovanile di Borgo gli ospiti, tutti maschi. (Per lefemmine c'è un istituto simile non molto lontano), vi arrivano spontaneamente oppure sono affidati dai tribunali. Oltre ad un tetto, airagazzi viene offerta la possibilità di andare a scuola e di svolgere altre varie attività (es. il coro, una banda..) nel pieno rispetto dello stile salesiano. Le suore, che pure guidano e gestiscono l'istituto, non vivono in esso: la sua conduzione è affidata agli assistenti, due poliziotti un po' speciali retribuiti dal comune, uno dei quali vive con la propria famiglia all'interno della struttura, mentre il corpo insegnante è statale. Qual è stato il vostro compito al Petrape? "in generale quello di accudire i bambini - risponde Gloria - in più Maurizio ha collaborato alla realizzazione di una sala per la televisione ed io mi sono occupata della biblioteca". Come è nata l'idea di questa "vacanza"? "Sono state varie le motivazioni: da un lato l'esperienza di Marco, un nostro amico che è stato laggiù negli anni passati - risponde Gloria - ed il desiderio di mettermi alla prova facendo un'esperienza di povertà, dall'altro la volontà di conoscere meglio quelle popolazioni di cui ci eravamo innamorati in occasione di un viaggio nell'America Centrale". "Per quanto mi riguarda -interviene Maurizio- una spinta forte è venuta dall'ammirazione verso le persone che si danno agli altri e in tal senso il mio esempio è stato Don Poggiali Avete accennato ad un amico che aveva già fatto questa esperienza Si, infatti ci siamo inseriti nell'attività dei VIDES una associazione di volontariato internazionale collaterale al movimento Salesiano che svolge la propria opera nelle missioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice. L'Associazione è particolarmente attiva in Italia e qualcosa si sta muovendo anche in Belgio: i volontari sono però quasi tutti italiani. Di solito lavorano in gruppo ma nel nostro caso è stata fatta un'eccezione, eravamo soli. Nei mesi precedenti la partenza abbiamo svolto un lavoro di preparazione/formazione insieme agli altri che sono andati a giro per il mondo e preso lezioni di portoghese che poi laggiù sono tornate molto utili".
Cosa vi ha colpito, quali sono le sensazioni che vi ha suggerito questo mese? "La carenza di affetto di cui soffrono questi ragazzi che si è particolarmente espressa nei miei confronti, visto che sono stata la prima volontaria donna ad approdare a Petrape -spiega Gloria-. Altro dato che purtroppo abt)iamo ciovuto registrare è che la vita vale poco: diversi ragazzi hanno visto uccidere i loro genitori o parenti per motivi banalissimi. Di positivo c'è da registrare la considerazione e l'apprezzamento che viene tributato a Petrape di cui abbiamo avuto un piccolo esempio durante una festa quando hanno sfilato le bande musicali delle tre scuole di Petrolina, quella statale, quella privata e quella di Petrape: l'unica ad essere applaudita da tutti indistintamente è stata quest'ultima "lo invece - confessa Maurizio - sono stato colpito dalla umanità, dalla normalità delle suore che le rende.... eccezionali". E una volta a casa... " si torna un po' sconvolti - confessa Gloria -, con un po' di nostalgia e con la determinazione a fare qualcosa per aiutarli da qua, ad aumentare la sensibilità verso questa problematico". "Qualcosa di concreto da fare c'è, contribuire al reperimento di 40 milioni, il costo di un pezzo di terra che consentirebbe a Petrape di avvicinarsi alla autonomia alimentare, di migliorare la qualità dei vitto offerto ai ragazzi e di insegnar loro anche un mestiere -afferma Maurizio - e proprio in questo senso vogliamo impegnarci, coinvolgendo magari tutta la parrocchia".

Giacomo Ossadi

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