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CHIUDE LA PRIMA DISCOTECA MUGELLANA

Teen Club, 40 anni a ballare

“Ne ho fatti ballare tantissimi, di giovani mugellani... E dire che io non so neppure ballare!”: ride Angiolino Cocchi, proprietario del Teen Club, la discoteca storica del Mugello. Che proprio nel 2009 ha compiuto 40 anni di attività. Non ve ne saranno altri, perché il Teen Club chiude e al suo posto saranno costruiti appartamenti, garage e cantine. E Cocchi, sul filo dei ricordi, ripercorre la storia di questa sala da ballo, pensata tra il 1967 e il 1968. Era l’epoca dei juke-box, dei ragazzi che ballavano al suono dei 45 giri. “Io e Beppe Vigiani, era il 1963, gestivamo la Magnolia: nella saletta, con il juke-box i ragazzi ballavano e convincemmo i proprietari, Niccolai e Mazzocchi ad ampliare la sala. Ci dettero retta, ma era sempre piena, occorreva lasciar fuori la gente. Così, visto che stavano costruendo dei fondi in via I Maggio, decidemmo di trasferirci lì, comprando i fondi dal costruttore Mario Margheri. Siamo stati la prima discoteca del Mugello ed anche la prima pizzeria. Prima di noi c’erano delle piccole sale, la Tana nei pressi della stazione di Vicchio, il Bar Turismo a San Piero, d’estate la Lucciola a Scarperia. Ma poi chiusero tutte”.

All’inizio non si parlava di discoteca. “Nei locali andavano di moda le attrazioni”, dice Cocchi. E senti che attrazioni...:  al Teen Club è passato il fior fiore della musica italiana moderna: “Tre volte i Pooh, Renato Zero, i Camaleonti, i Nomadi, i Cugini di Campagna, Cocciante, i New Trolls, Guccini, Vecchioni, i Ricchi e Poveri. Baglioni no, perché si ammalò: lo facemmo cantare poi a Scarperia, alla Lucciola, che avevamo preso in gestione per tre anni: ricordo che Baglioni, sul suo furgoncino, girò per tutto il Mugello per pubblicizzare la serata”. Altri tempi. “Allora il ballo principale non era il sabato o la domenica sera, bensì la domenica pomeriggio. La sala era sempre piena, perché era un’occasione di ritrovo, e non c’erano altre occasioni, o le attività sportive che ci sono oggi.

Era la principale occasione di incontro tra ragazzi e ragazze, tanto che dicevamo che quando si fidanzavano era clienti mezzi persi”. Poi l’austerity, con il divieto di circolazione per le auto la domenica fece prender campo al sabato sera. “Una volta –ricorda Cocchi-, avevamo l’esibizione dei Pooh, che vennero a Borgo con un camion di piante –perché questo carico era autorizzato a viaggiare- con nascosti dentro tutti gli strumenti”. E di auto ce n’erano assai meno: “I ragazzi venivano con i mezzi pubblici, in particolare col treno. E la domenica pomeriggio, dalla stazione, sembrava ci fosse una processione. Mentre con un pulimino gratuito andavamo a prendere i ragazzi dove il treno non c’era, a San Piero, Scarperia, Le Salaiole”.

Quanta gente entrava? “Mille, a volte anche più. Ricordo che una sera, quando venne Renato Zero, c’erano il tenente e il maresciallo Quadalti. Fuori erano rimasti più di 200 giovani. Che facciamo, chiese un carabiniere, dentro sono già tanti. E il tenente mi chiese di mettere addetti ad ogni uscita di sicurezza e autorizzò a far entrare tutti. Chissà quanti eravamo, alla fine...”

Poi, dal 1980, Cocchi e Vigiani danno il Teen Club in affitto: “Iniziammo un’attività di ferramenta, e tutte e due le cose non potevamo continuarle”. Arrivò la concorrenza –il Mammuth tra Borgo e San Piero, che poi il comune di Scarperia fece chiudere, poi dieci anni dopo l’H2 di Scarperia-, ma l’attività della discoteca borghigiana è continuata, con alti e bassi, feste e serate.

Adesso  è arrivata la decisione di chiudere definitivamente: “Perché? Perché sono già vecchio, e ai figli questa attività non interessa. L’unica strada era trasformare gli ambienti. In verità tanti genitori mi invitano a non chiudere, perché temono che i loro ragazzi vadano a ballare lontano. Io credo comunque che qualcosa in zona nascerà, l’esigenza c’è. Qualcuno mi aveva perfino proposto di fare una società ed aprire un nuovo locale. Gli ho risposto che se mi tolgono 40 anni se ne può parlare...”

Il proprietario del Teen Club confrontando il passato con il presente non ha dubbi: “Si è peggiorato molto. In sala troviamo meno educazione, meno rispetto. E poi questa moda di bere, in particolare i cocktails. Prima si bevevano raramente alcolici, e quando c’erano i complessi i ragazzi bevevano negli intervalli. Ora è tutto un bere. Con l’aggravante degli orari. Prima alle 21 si apriva, perché c’era la coda fuori, e a mezzanotte e mezzo si chiudeva. Adesso a quell’ora invece si inizia. E i ragazzi prima vanno in pizzeria, poi al pub e infine in discoteca. Così la discoteca deve gestire le ore peggiori con la gente già alticcia. A mio giudizio, porre limiti sugli orari funzionerebbe. Facciamo chiudere tutti alle una, bar, discoteche, pub, pizzeria, e allora le abitudini cambierebbero”.

 

Le foto del servizio sono tratte dall'archivio storico del Teen Club.

La prima foto (Festa di Carnevale 2009) è "Foto Barletti"

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2009

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