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CURIOSANDO TRA I RISULTATI DELLE ULTIME ELEZIONI

Mugello meno rosso, anzi no

spunta.gif (407 byte)TUTTI I DATI DELLE ELEZIONI POLITICHE DEL 13 MAGGIO 2001 IN MUGELLO E VAL DI SIEVE

Elettori in coda ai seggi, a Borgo San Lorenzo, 13 maggio 2001Può essere utile provare a dare un’occhiata di dettaglio ai risultati elettorali nella nostra zona, anche a distanza di quasi due mesi. Perché, parlando con la gente, si percepisce come, al di là della notizia nazionale –ha vinto Berlusconi, ha perso l’Ulivo- molti non sappiano neppure che fine abbia fatto il loro voto, ovvero quali siano stati gli andamenti elettorali nella nostra zona. 

Proviamo allora a evidenziare qualche dato.

 

DS in caduta libera...

La “botta” più dura, qui in Mugello, l’ha presa il partito da sempre maggioritario in zona. I dati parlano chiarissimo: a Barberino i DS, rispetto alle precedenti elezioni politiche, perdono addirittura  il 9,2%, e se il raffronto con il dato di cinque anni fa può sembrare troppo lontano, la perdita è fortissima anche rispetto alle regionali di un anno fa, con un calo dell’8,4%. E il trend negativo è endemico: meno 5,4 a Borgo, meno 7,4 a Dicomano, meno 6,9 a Firenzuola (dove i Ds hanno il peggiore risultato di tutta la zona, il 20,3%), meno 4,8 a Marradi, meno l’8% a Palazzuolo, meno il 2,9 a San Piero, meno 6,4 a Scarperia, meno 4,8 a Vaglia e addirittura meno 9,5% a Vicchio.

 

... ma il centro-destra non esulta

L’emorragia dei Ds non è però il segno di un Mugello meno di sinistra. Anzi, un’analisi complessiva dei risultati, a cominciare da quelli per i collegi uninominali di Camera e Senato mostra un chiaro trend favorevole al centro-sinistra e di converso, una prestazione opaca dei candidati della Casa delle Libertà. Che praticamente in tutti i comuni perdono addirittura consensi.

Anche sul proporzionale la forte crescita di Forza Italia penalizza gli altri alleati, con AN che cala ovunque (ad esempio –1,6% a Borgo, -2,2 a San Piero, -1,9 a Scarperia, -1,7 a Vicchio) e con il CCD-CDU che dimezza i propri voti.

C’è poi il fenomeno nuovo della Margherita, che anche in Mugello conferma e va oltre il dato nazionale. Un risultato positivo sorprendente –gli stessi dirigenti della Margherita prima che felici erano perfino stupiti-, dovuto in buona parte all’effetto di trascinamento del candidato premier dell’Ulivo, il cui nome campeggiava solo sul simbolo della Margherita. Il miglior risultato il raggruppamento formato da PPI, Democratici, Udeur e Dini lo ottiene a Marradi, con il 19,3%, il peggiore a Londa, col 12%. Il “record” positivo dei Ds è invece a Pontassieve, dove toccano il 40,6%, il loro dato peggiore invece a Firenzuola, col 20,3%.

Le zone dove Forza Italia è più forte sono quelle di Londa, dove il partito di Berlusconi raggiunge il 25,6%, Firenzuola, col 22,9%, primo partito del paese, e Marradi, col 22,3%, mentre il risultato peggiore, per gli azzurri, è a San Piero a Sieve e a Palazzuolo, col 15,8%. Forza Italia però cresce dappertutto: rispetto alle politiche del 1996 incasella un più 5,8% a Barberino, un 6,5% in più a Borgo, +7 a Dicomano, + 10,1% a Firenzuola, più 13,5 a Londa, più 6% a Marradi, più 4,9 a Palazzuolo, + 6,5 a San Piero, + 5,9% a Scarperia, più 5,5% a Vaglia, più 6,3% a Vicchio. Forza Italia è in crescita, pur assai più lieve, anche rispetto alle regionali di un anno fa: cresce ad esempio dell’1,9 sia a Barberino che a Borgo, del 2%  a Marradi, ma cala lievemente a Vicchio (-0,1%), a Scarperia (-0,3), a Firenzuola (-0,7) e sensibilmente a Londa (-9%).

Per gli altri partiti, il Biancofiore (Ccd-Cdu) ottiene il “miglior” risultato a Firenzuola, col 5,6%, il peggiore a San Piero a Sieve, con l’1,2%, il Girasole (Verdi e Socialisti) hanno il loro miglior dato a Palazzuolo, col 4,7%, quello più basso a Londa, con l’1,4%. San Godenzo si conferma roccaforte di Alleanza Nazionale, che vi ottiene il 18,2%, mentre il peggior risultato del partito di Fini è a Vicchio, col 7,2%. Rifondazione ottiene la massima percentuale a Borgo San Lorenzo, con l’11,9% e la minima a Pelago, con il 6,7%. E sempre a Pelago hanno il peggior risultato in zona i Comunisti Italiani, che a Londa ottengono la quota più altra, del 3,5%. La Lista Di Pietro ottiene il migliore risultato a Firenzuola, col 3,2%, e il peggiore a San Piero, con l’1,6%. Infine Democrazia Europea, che ottiene la percentuale più alta a San Godenzo, 2,8%, la più bassa a Scarperia e San Piero, con lo 0,5%. Mentre ottengono più voti i suoi candidati nel maggioritario: a Firenzuola raggiunge il 3,7%, a Borgo il 3%, a Palazzuolo il 3,3%.

Nel maggioritario l’Ulivo domina

Complessivamente, nei comuni mugellani, l’Ulivo non perde colpi: arretra percentualmente al Senato, per effetto della candidatura “concorrente” di Rifondazione Comunista, ma alla Camera, dove Rifondazione gli aveva fatto la cortesia di non presentarsi, i suoi risultati sono uguali, se non migliori a quelli del 1996, salvo i casi di Barberino (-2,3%) e di Vicchio (-0,7%); cresce invece dello 0,2 a Borgo, dello 0,6 a Firenzuola, del 6,6 a Marradi, dell’1,2 a San Piero e del 3,9 a Scarperia.

Ha invece da preoccuparsi la Casa delle Libertà, i cui candidati non riescono a raggiungere neppure i risultati di cinque anni fa. A Borgo S.Lorenzo, nonostante il candidato borghigiano, arriva al 29,4% contro il 30,7% dell’altra volta, percentuale alla quale andrebbe aggiunto anche il 3,6% che ottenne il candidato della Lega, allora presente; a Firenzuola il calo è dello 0,8 (del 6,8 se si considera anche la Lega), a Marradi del 5,8 (addirittura del 12,1% considerando il risultato 1996 della Lega).

 

Qualche altra considerazione

1-     La delusione di Democrazia Europea

Anche in Mugello non ha trovato consensi il tentativo di Democrazia Europea, il partito di D’Antoni e Andreotti, di rompere la logica bipolare: partenza troppo affrettata, scarsissima visibilità in Tv, radicalizzazione dello scontro tra Berlusconi e Rutelli hanno portato a un risultato molto deludente. In Italia come in Mugello.

2 - L’impegno locale non paga

La lettura dei dati sembra confermare che le preferenze elettorali non vengono più dettate dall’azione e dalla presenza locale, ma da “influenze” più alte, di livello nazionale, veicolate soprattutto dalla televisione. Un solo esempio: pochissimi mesi fa Galliano ha visto scongiurare la minaccia dell’apertura della grande cava per la variante di valico. E questo successo gallianese ha visto in prima fila i Verdi, ed anche il socialista Riccardo Nencini, ora presidente del Consiglio Regionale. Verdi e socialisti –che in queste elezioni erano alleati sotto il Girasole- la volta scorsa a Galliano presero 112 voti. Logica avrebbe voluto che nelle urne qualcuno si ricordasse di questo impegno a favore di Galliano. E invece, a conti fatti, i voti sono stati solo 32. Una grossa delusione per i Verdi, un notevole insuccesso per lo stesso Nencini, il cui partito è andato malissimo anche nella sua terra d’origine. Del resto anche i candidati locali pare non servano più a spostare voti: non è andato male Roberto Cicali di Rifondazione, che a Borgo San Lorenzo ha ottenuto un lusinghiero 14, per cento. Meno brillante invece è stato il risultato del dipietrista Giuliano Noferini –che solo a Vicchio, dov’è consigliere comunale, riesce a raggiungere un 4,4%-, e quello del candidato della Casa delle Libertà Stefano Magherini, capogruppo di AN a Borgo San Lorenzo, che anche nel suo paese ha raggranellato un non esaltante 29,4%.

3-     I collegi sono davvero blindati

I risultati dimostrano come l’elettorato di centro-sinistra riesca a ben “digerire” qualsiasi tipo di candidato: c’erano state notevoli perplessità per la ricandidatura del comunista italiano Marco Rizzo –assai poco presente in questi anni nel collegio, oltre per la sua collocazione politica, che poteva risultare non gradita all’elettorato di centro, più moderato-. Ma evidentemente in cabina elettorale i maldipancia sono spariti: era accaduto in passato, è accaduto ora, con percentuali di voto per i candidati dell’Ulivo molto alte. Il candidato, insomma, la sua visibilità, la sua credibilità, i suoi impegni paiono contare ben poco. Conta lo schieramento. 

il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno-luglio 2001
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