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Società - Politica

13 giugno 1999: il Mugello nell'urna...

I RISULTATI ELETTORALI NEI COMUNI:

Barberino di Mugello / Borgo San Lorenzo / San Piero a Sieve / Vaglia / Firenzuola / Marradi / Palazzuolo sul Senio / Vicchio / Dicomano / Pelago / Pontassieve / Rufina / San Godenzo / Londa

IL RISULTATO DELLE ELEZIONI EUROPEE IN MUGELLO

 

Mugello senza alternativa

 

Antonio Margheri, sindaco di Borgo San Lorenzo

Il centrosinistra ha vinto; o se qualcuno preferisce, si può anche dire che ha vinto, anzi, ri-vinto la sinistra: dappertutto i sindaci e le maggioranze uscenti sono state riconfermate. Talvolta, è il caso di Borgo San Lorenzo con performance perfino inattese. Chi avrebbe scommesso infatti che nel capoluogo mugellano stavolta non si sarebbe neppure andati al ballottaggio? Alla vigilia delle elezioni molte voci critiche o insofferenti verso il sindaco e la giunta uscente si erano levate a Borgo San Lorenzo. Ma poi in cabina elettorale un borghigiano su due ha scelto la continuità. E scelta analoga è stata fatta anche negli altri comuni del Mugello.

Le ragioni di questo fenomeno sono molteplici, e come sempre apriamo le nostre pagine al contributo di chi vorrà dire la sua sull'argomento. Qui proviamo a fare una prima analisi, elencando i vari elementi del comportamento elettorale.

I RECINTI DELL'IDEOLOGIA. Si ha un bel dire che le ideologie sono morte, e che non vi sono più appartenenze forti. Senza addentrarci in un giudizio nel merito, senza dire cioè se ciò sia un bene o un male, ci pare un fatto che lo spirito di schieramento si è sì ridotto ma non è affatto morto. Forse, salvo eccezioni, più a sinistra che a destra. Finisce così che al momento della scelta, pur turandosi il naso, il voto lo si dà comunque ai nostri. E se proprio siamo arrabbiati, è ben difficile scegliere il candidato alternativo. Lo dimostra il caso Faltona: gli abitanti erano imbufaliti contro il sindaco Margheri, ma alla fine, piuttosto che votare altrove, qualche decina di loro ha preferito annullare il voto.

LA RAGNATELA DEL POTERE. C'è poi un secondo zoccolo duro che rafforza e sostiene le maggioranze esistenti, quello formato da coloro che, in un modo o in un altro, hanno rapporti d'interesse con chi amministra. Chi ha convenzioni, contratti, contributi, canali privilegiati con l'attuale classe politica dirigente locale preferisce di sicuro il mantenimento dello status quo. Cooperative sociali, associazioni, enti, professionisti, ditte che lavorano spesso e bene con le pubbliche amministrazioni hanno molto da temere da un ipotetico cambio della guardia alla guida degli enti locali. Chi voterebbe contro chi, in qualche modo, gli dà da mangiare? Il caso più clamoroso è stato senz'altro quello di Firenzuola, dove alla vigilia del voto gli imprenditori della pietra serena -ma qualcuno, significativamente, si è dissociato dall'iniziativa- hanno scritto ai loro dipendenti dicendo loro apertamente di votare il sindaco diessino in carica, giudicando molto pericolosa l'ipotesi di un cambio della guardia. Ma se altrove non si è stati così sfacciati come a Firenzuola, il condizionamento della ragnatela delle piccole e grandi clientele è sicuramente molto diffuso, più di quanto si creda.

I SODDISFATTI Ci sono anche loro. Le persone, tante, che magari mugugnano per i forti rincari dell'acqua, ma che in sostanza danno un giudizio positivo dell'operato dei loro amministratori. O magari pensano che essi sono comunque il meno peggio. Li votano perché li hanno sempre votati e non hanno ragioni particolari di pentimento, oppure perché reputano alla fin fine che siano preferibili amministratori più navigati rispetto a figure nuove, sicuramente più inesperte.

I NON SODDISFATTI. C'è un dato molto importante che non va sottovalutato. In linea sì con l'andamento nazionale, ma comunque assai preoccupante: il calo, molto forte, dei votanti. Rispetto a quattro anni fa un elettore su dieci, anche in Mugello ha preferito rimanere a casa. E questo è un segnale chiaro non solo di disaffezione alla politica, ma anche di sfiducia forte nella politica locale. Chi diserta le urne, anche per le comunali, mostra evidentemente di non gradire o di non capire né sindaco uscente, né gli altri candidati sindaci, mettendo ogni lista sullo stesso piano.

LA CRISI DELLE OPPOSIZIONI Un buon sostegno alle maggioranze di sinistra mugellane lo dà anche la poca consistenza delle opposizioni. Nelle loro fila talvolta qualche buona competenza non manca, c'è chi ha passione e impegno, ma più spesso vince il dilettantismo e l'impoliticità. Divisioni e personalismi, con gran dispendio di energie a guerreggiare in casa piuttosto che a porsi in forte alternativa con gli avversari politici, incapacità di guardare oltre il proprio naso, sono limiti emersi più volte, anche in questa campagna elettorale. La gente stenta a vedere nelle forze di centro-destra una credibile alternativa al blocco di potere della sinistra. E così non ce la fa a indirizzarvi il voto, anche quando è scontenta della situazione locale. E neppure giova alla causa delle opposizioni la difficoltà ad esser presenti, nei paesi, in modo costante: chi amministra sta settimana per settimana sui problemi, sui giornali, si fa conoscere, incontra la gente. I comitati elettorali che sorgono a due mesi dalle elezioni, che poi si sciolgono due settimane dopo, non possono raccogliere grandi consensi. Per avere credibilità occorrerebbe una presenza più costante, più capillare, più dentro alle questioni politiche e amministrative locali.

Altre cose potrebbero essere evidenziate, altre riflessioni potrebbero essere fatte. Chi vuole, ci scriva: [email protected]

Un'occhiata ai risultati delle Europee

Ormai i risultati delle comunali sono noti, e tutti, crediamo, conoscono i sindaci eletti. Diamo allora uno sguardo alle europee, i cui risultati indicano la "consistenza" dei singoli partiti in Mugello.

Cominciamo dal partito più grosso, i Democratici di Sinistra. Barberino non è più il comune più rosso della zona: con il 40,8% viene superato da Pontassieve (43,8%), e lo tallonano Vicchio (39%), Pelago (38,9) e Dicomano (38,8). A Borgo i DS hanno "solo" il 31,6%, a Scarperia il 33, a San Piero il 30,9%, a Vaglia il 30,6%. Sotto il 30 per cento i DS rimangono a Firenzuola (24,1), Marradi (24,8) e Palazzuolo (25,8). Il suo principale alleato locale, il PPI anche in Mugello ottiene un risultato sconfortante: a Barberino prende solo l'1,9%, a Borgo cala al 2,9%, a Dicomano è al 2,6%, a Pontassieve ottiene il 4%, a Rufina il 2,4%, a San Piero l'1,8%, a Scarperia il 3,4%, a Vaglia il 2,7% e a Vicchio il 2,4%.

Meglio del PPI fanno i Democratici, che a Barberino arrivano al 4,7%, a Borgo San Lorenzo toccano il 6,8, e ottengono il miglior risultato a Scarperia, col 7,1% e a Vaglia col 7,2%, il peggiore a Londa (3,4) e a Palazzuolo (4%). Rifondazione conferma il suo radicamento, anche se patisce la concorrenza dei Comunisti di Cossutta: miglior risultato lo ottiene a Borgo, con il 13,7%, e supera il 10 per cento a Palazzuolo (12,2), a Rufina (11,9), Vicchio (11,7), San Piero (11,6) e Londa (11); peggior risultato invece a Marradi, col 7,4%. Da parte loro i Comunisti Italiani hanno i migliori risultati a San Piero (5,5%) e a Dicomano (5,6), ottenendo ovunque tra il 3,4 e il 5 per cento.

Se la sorpresa Lista Bonino ottiene in tutti i comuni mugellani un voto piuttosto omogeneo (tra il 4,7% di Dicomano e il 6,8% di Borgo, con la punta di Vaglia, al 9,5%), nel Polo si registra un buon successo di Forza Italia, corroborato dall'effetto del candidato locale Bartolozzi: non a caso a Londa Forza Italia schizza al 29,4%, e a Rufina ottiene il 21,9%. Ma il partito di Berlusconi supera quasi ovunque la soglia del 13 per cento; il risultato più basso lo ottiene a San Piero, col 12,3% e a Pontassieve, 13,3%, a Borgo tocca il 14,5%, a Barberino raggiunge il 14,9%, a Vicchio il 14,4%, a Firenzuola sfiora il 20%, a Marradi ottiene il 21,7%. Bene Forza Italia, male il CCD, che va benino nell'Alto Mugello, con il 4,6% a Marradi, il 3,5 a Palazzuolo, il 3,3 a Firenzuola, mentre risulta quasi assente in Mugello e in Val di Sieve, con l'eccezione di Borgo San Lorenzo, dove ottiene il 3 per cento. Ma a Barberino si ferma all'1%, all'1,2 a Dicomano e a Pelago, all'1,1 a Scarperia, San Piero e Vicchio. Infine Alleanza Nazionale, che si conferma nella roccaforte San Godenzo con il 15%, ma non sfonda nel Mugello: a parte un buon 11,4 a Firenzuola, un 10,5% a Vaglia e il 10,1% a Palazzuolo, AN si ferma al 7,3% a Barberino, ancor meno ottiene a Borgo con il 6,6%, l'8,2 prende a San Piero, il 7,3 a Scarperia e il 6,4 a Vicchio.

 

SORPRESE DALLE URNE
Delusioni ed esclusioni

Sindaci a parte, le urne qualche particolarità non hanno mancato di offrirla. Vediamo le principali.

Nel voto provinciale i Democratici di Sinistra hanno subito il maggior colpo: non solo hanno perso voti, ma hanno mancato l'elezione di un rappresentante locale. A sorpresa infatti non viene riconfermata in consiglio provinciale la borghigiana Sandra Maggi, e nemmeno ce la fa lo scarperiese Stefano Milani. Non riconfermato neppure Mauro Pinzauti, per Rifondazione Comunista. Non ce la fa neppure il popolare Giovanni Vignoli, che a Firenzuola trova nell'urna ben il 18,3% dei consensi. Risultato discreto, anche se non gli consente l'elezione, ottiene anche, per lo stesso partito, Stefano Tagliaferri, che a Borgo riesce a raddoppiare i voti del PPI rispetto alle europee, raggiungendo il 7,8%; ben più eclatante è però il successo locale di Paolo Bassetti a Marradi, che nel suo paese, a fronte di un risultato del Ccd alle europee pari al 4,6%, ottiene per la Provincia ben il 27,8% dei consensi: solo una consolazione, perché il CCD non ottiene seggi in Provincia e così Bassetti resta fuori.

Più bruciante è la sconfitta per il Presidente della Comunità Montana Giuseppe Notaro: a Borgo San Lorenzo infatti, nonostante la sua carica mugellana e nonostante il fatto che fosse capolista, resta addirittura fuori dal consiglio comunale, primo dei non eletti, con soli 68 voti, compromettendo così la sua riconferma alla testa della nuova Comunità Montana. E un altro segnale delle difficoltà nella struttura dei DS borghigiani lo dà il parziale insuccesso di Luciano Baggiani: l'ex-sindaco, la volta precedente primo nelle preferenze, ora arriva solo quinto, conquistando soltanto 82 voti personali. E il laburista (ora confluito nei DS) Maurizio Veri, presidente del consiglio comunale, si piazza ultimo degli eletti. Urne amare anche per il coordinatore comunale e capolista di Forza Italia Fabrizio Frizzi Baccioni, che era capogruppo uscente a Borgo San Lorenzo: è arrivato soltanto secondo e non è quindi riuscito ad entrare tra gli eletti. Così, amareggiato, si è dimesso da coordinatore di Forza Italia.

Bocciati di rilievo anche a Firenzuola e Barberino: a Firenzuola nella lista di maggioranza è arrivato ultimo, e non è stato quindi rieletto, il vicesindaco popolare Remo Marchi; e male, ultimo degli eletti, è andato anche l'assessore ai lavori pubblici Pietro Parisi. A Barberino invece è rimasto fuori il segretario del PPI Francesco Dini e il coordinatore dei Comunisti Italiani, e consigliere uscente, Giordano Gera. Che non ha mancato di protestare per l'esclusione del suo partito sia dalla giunta che dal consiglio.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno-luglio 1999
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