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La copertina di questo mese
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LETTERA APERTA

Caro giovane, 
ho un debito verso di te

Scrivo a te perché ho un debito nei tuoi confronti.
Ti scrivo, carissimo, perché questi sono giorni nei quali comprendiamo meglio quanto sia vitale per ognuno cercare la verità. Pace, guerra, vita, morte sono scelte che dipendono da uomini e donne come te e me. Uomini e donne che in mezzo a questo mare in tempesta cercano comunque di essere felici.

Perché - si domandava un filosofo - c'è tanto ordine tra le stelle e tanta guerra tra gli uomini?

Il problema - credo che tu convenga - sta nell'uso che ciascuno di noi fa della libertà.

La libertà si usa per distruggere o per costruire, per amare o per odiare. Basta che tu ed io ci guardiamo dentro per rendercene conto. Il bene e il male che c'è nel mondo dipende anche da te e me. La giustizia o l'iniquità dipendono dai tuoi e dai miei comportamenti. La prepotenza che c'è nel mondo attinge forza anche dalla tua e dalla mia prepotenza.

Quando io e te usiamo forme violente per imporre il nostro punto di vista, ed è violenza anche rifiutare per principio il punto di vista dell'altro, diamo forza alla prepotenza, è come se mettessimo un'altra bomba in condizioni di esplodere.

Sradichiamo la violenza dal nostro cuore e il mondo sarà un po' meno violento.

Amico mio, la forma più sottovalutata di violenza è la stupidità. La stupidità imbarbarisce, rende insensibili, permette al "furbo" di perseguire con maggiore efficacia i propri loschi fini.

Ecco allora che trasmissioni dove si vedono miseria, strazio, guerra, violenze di ogni genere, ad un certo punto s'interrompono per la pubblicità. Grandi e piccoli fratelli imperversano, trasmissioni dedicate alla miss di turno durano giorni.

Ti chiederai, che c'entro io con tutto questo? Prova ad immaginare: io sono affamato, in una guerra che non ho voluto, vedo i miei simili morire di malattie, e so che tu stai impiegando il tuo tempo a sentire le fesserie di qualche cretino chiuso in un appartamento oppure a discutere di nike o di telefonini con i tuoi amici. L'insensibilità di fronte alle necessità dell'altro, anche se l'altro si trova a cinquemila chilometri da me (cinquemila chilometri sono appena sei ore di volo), non è forse violenza, cattiveria, sopruso? Siamo sicuri io e te di esserne esenti? Ancora: siamo sicuri che tutti questi beni, spesso superflui, siano in grado di darci la felicità alla quale io e te aspiriamo?

A questo punto devo spiegarti perché sono un tuo debitore. Lo sono perché non ti ho detto la verità. Non ti ho detto che io e te viviamo come se la vita su questa terra non avesse un inizio e una fine. Non ti ho detto che in fondo al mio cuore l'interrogativo più profondo riguarda il significato della tua e della mia vita, della tua e della mia morte.

Di fronte a questa domanda tutti scappano: sinistri, destri, centristi, globalizzatori, antiglobalizzatori, cercano tutti rapidamente una via di fuga, il mucchietto di sabbia più prossimo per nascondervi la testa. E' una domanda devastante per la civiltà in cui viviamo, quella che è più capace di rivelarne le crepe, la vulnerabilità, la vigliaccheria.

Ecco perché la morte si cerca di nasconderla in tutti i modi e con tutti i mezzi. Quando poi ci colpisce vicino, restiamo a bocca aperta, incapaci di articolare un pensiero che non sia banalmente di circostanza, stupidamente vuoto.Sono doppiamente in debito perché , non per mio merito, una risposta ce l'ho!

Non è una filosofia, un'ideologia, un sistema di pensiero, un insieme di regole, è una persona: Gesù.

Duemila anni fa si è incarnato ed è morto e risorto per me, per te, per tutti. Mi ha detto, mi dice, ti dice che la vita non finisce con la morte, ma questa è una porta per una vita di gioia. Mi dice, ti dice che anche la vita che ci scorre velocemente addosso, ha un senso, è motivo di gioia. Se ho fiducia in Lui, se hai fiducia in Lui, riesce a farci comprendere l'amore, ha sminare il nostro cuore, ad essere felici se anche gli altri lo sono.

E' lui la strada della giustizia!

E' lui la strada della pace!

E' lui l'origine e il senso della vita! Cercalo, interrogalo, lasciati interrogare! Sarà la scoperta della tua vita, per l'eternità.

Giampiero Giampieri  

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