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La copertina di questo mese
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Quattro chiacchiere con Giuseppe Ancarani

Gli scavi archeologici 
di San Martino a Poggio  Frascole

 

Gli scavi di FrascoleCome si legge in tanti cataloghi storico – artistici del Mugello in generale e del territorio di Dicomano in particolare, la località Poggio di Frascole rappresenta uno dei principali complessi archeologici del Mugello e Val di Sieve, nonché l’unico dove l’indagine si sia potuta svolgere nell’arco di ormai oltre un decennio con relativa continuità, accompagnata inoltre, fin dall’inizio, da un progressivo e sistematico restauro delle strutture archeologiche, in vista di una futura fruizione pubblica.

Tale opera di sistemazione è ormai, alla data attuale, quasi ultimata ed il complesso è comunque visitabile.

La Villa di Poggio a DicomanoNon molto tempo indietro, in una nostra entusiasmante ricerca degli “orologi solari” e delle meridiane sparse per tutto il Mugello, Alto Mugello e Val di Sieve (sarà motivo di un futuro servizio sul “Filo”) ci portammo all’abbandonata Villa di Poggio per fotografare quel che restava della meridiana, facendoci accompagnare dal carissimo amico Giuseppe Ancarani, la “memoria storica” di Dicomano e oltre. Ed è proprio dalla sua viva voce che raccogliamo la piccola storia degli scavi di Poggio a Frascole, vanto e onore di quella comunità.

“Il Gruppo Archeologico di Dicomano - esordisce Ancarani - si costituì negli anni ’60; eravamo 7 o 8 componenti che iniziarono subito la ricerca di qualche sito archeologico, avendo avuto notizia che fra la fine dell’800 e i primi del ‘900 nella zona di Poggio e più precisamente nei terreni di proprietà della nobil famiglia Poggesi furono trovati dei reperti, definiti a quel tempo “etruschi”. I componenti di questa famiglia consegnarono questi reperti (fra cui del variegato vasellame) al Museo Archeologico, ma in quel tempo queste cose non erano prese in considerazione e spesso durante lo sterro dei terreni per impiantarvi delle vigne, molta oggettistica archeologica veniva ridotta in pezzi; se ne servivano addirittura per il drenaggio alle fosse dove venivano messe a dimora le viti.

Giuseppe Ancarani, il primo a destra, durante la presentazione di un libro di Primo Lascialfari a San Piero a SieveNel 1970 – continua Ancarani – durante una battuta di caccia nelle vicinanze della stessa Villa di Poggio fummo investiti da una violenta pioggia mista a grandine e ci rifugiammo in una casa colonica.

Nel parlare con il capoccia di cose antiche e di storia del passato e conoscendo la mia passione per l’archeologia ( “L’Ancarani è appassionato dei cocci “ dicevano i contadini! ndr) mi fecero visionare un oggetto che mi fece trasalire: era una gambina di bronzo votiva che ora è stata collocata in una teca nel palazzo comunale. Da lì partì la spinta verso la Soprintendenza. Infatti prendemmo contatti con il dott. Francesco Nicosia, allora Ispettore di Zona, iniziando campagne di scavi che portarono a risultati davvero clamorosi. Nel 1986 scoprimmo addirittura una tomba a tumolo con camera visitabile, mentre con il tempo venne fuori il pavimento dell’antichissima chiesa di San Martino a Frascole che era stata costruita vicino agli scavi etruschi. In questo mese di Luglio – conclude Ancarani – ci sarà uno scavo archeologico e quindi un altro mese di restauro a tutte le strutture murarie.”

Aldo Giovannini

Foto:

1- Gli scavi archeologici a Poggio di Frascole

2 - La splendida villa di Poggio completamente abbandonata e fatiscente.

3 – Giuseppe Ancarani, il primo a destra, durante la presentazione di un libro di Primo Lascialfari a San Piero a Sieve.

Fotografie di A. Giovannini

 

il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2002

 

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