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LA SCOMPARSA DEL PARROCO DI OLMI

Ricordo di Don Bruno Poli

La prima immagine che mi ricordo di Don Bruno è quella di un blocco unico formato da un'auto con un prete dentro con la sigaretta accesa. Poi, frequentando la Pieve nella quale veniva a dir messa nei giorni feriali, ho incominciato a conoscerlo. La discussione con lui ti lasciava sempre un'impronta allegra anche quando s'arrabbiava.

Anni Quaranta: Visita pastorale, un gruppo di chierichetti con il Card. Elia della Costa, il preposto don D. Galeotti e il cappellano don Bruno Poli (a sin.)Poco dopo sposato l'ho avuto come vicino di casa. Al mattino spesso uscivamo alla stessa ora e, quasi di sfuggita, tra un peo e la nuvoletta di fumo conseguenza di quello, buttava lì una battuta, un commento a denti stretti che la dicevano lunga sulla sua arguzia.

Non l'ho mai visto assumere pose di circostanza: in ogni occasione era lui e lui solo, schietto e aspro come il vino delle nostre parti.

Nel tempo che è stato parroco a Olmi, ho partecipato, specie d'estate, alla messa prefestiva del sabato: le bambine, all'occorrenza, potevano uscire da sole nel prato senza troppi rischi. Aveva preso a scrivere le omelie che erano brevi e puntuali. Naturalmente, erano ordinariamente interrotte da qualche fuori testo che ci faceva piegare sulle panche dal ridere. Se ne potrebbero raccontare dei memorabili. Non credo che a Dio dispiacessero!

Sentiva molto la responsabilità dell'essere parroco e si rammaricava della salute che non lo sosteneva abbastanza.

Negli ultimi anni è capitato che, rivolgendosi ai fedeli, si complimentasse con loro per il raccoglimento nel corso della celebrazione. Si vedeva benissimo che la cosa lo commoveva.

Dal luglio scorso non era più parroco. E' da quel tempo che, talvolta, lo sorprendevo nei dintorni di casa a passeggiare con l'immancabile nuvoletta di fumo al seguito. Allora aprivo il finestrino e gli gridavo: Bruno, - non so perché negli ultimi tempi gli davo del tu - sei andato in pensione per fumare di più? Lui stringeva i denti in quel modo così caratteristico e mi salutava alzando il braccio.

Ciao carissimo don Bruno! Contiamo molto sulle tue preghiere che, manco a dirlo, me le immagino come segnali di fumo dal paradiso.

GIAMPIERO GIAMPIERI

Nella foto: Anni Quaranta: Visita pastorale, un gruppo di chierichetti con il Card. Elia della Costa, il preposto don D. Galeotti e il cappellano don Bruno Poli (a sin.)

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2000
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