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I COMUNI MUGELLANI

"LASCIANO" LA NETTEZZA

La rivoluzione dei rifiuti

Il commento: Purché non sia un carrozzone

Grosse novità si annunciano sul fronte dei rifiuti: i comuni del Mugello, entro l'anno, si preparano ad aderire al "Consorzio per i servizi della Tutela Ambientale" di Pontassieve (che già raccoglie i comuni di Pontassieve, Pelago, Rufina, Dicomano, Londa e San Godenzo), cedendo così la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

Una rivoluzione di notevole portata, sia sul fronte del servizio che su quello del personale: basti pensare che tutti i netturbini e autisti addetti al servizio dei comuni di Barberino Mugello, Borgo San Lorenzo, Scarperia, San Piero a Sieve, Vaglia e Vicchio, passeranno al nuovo consorzio, che prevede così di avere un centinaio di addetti, con una decina di impiegati e 90 operai per la raccolta, lo spazzamento, i servizi vari e lo smaltimento.

 

I SERVIZI

La parola d'ordine è "ottimizzazione delle risorse" e "miglioramento complessivo del servizio": ovunque si spazzeranno periodicamente le strade, con spazzatrice e due operatori a terra -come già avviene in diversi comuni ma non in tutti-; si aumenterà considerevolmente il servizio di spazzamento manuale, sarà continuato e migliorato il servizio di pulizia dei mercati e quello di lavaggio dei cassonetti, con frequenze d'intervento uguali per ciascun comune; verrà previsto il servizio di raccolta degli ingombranti su chiamata e si riorganizzeranno le raccolte differenziate, prevedendo soprattutto un incremento della raccolta dei rifiuti organici.

LA PARTECIPAZIONE DEI COMUNI

I comuni per entrare nel consorzio dovranno versare delle quote: parte in "natura", cedendo mezzi, cassonetti e discariche -chi ce l'ha, ovvero soltanto Borgo S.Lorenzo-, parte in denaro. Complessivamente il Mugello dovrà "versare" al Consorzio 6 miliardi: di questi, 2 miliardi e 700 milioni saranno in "natura", il resto in denaro, con una suddivisione, di quote e di conferimenti finanziari calcolata proporzionalmente agli abitanti.

 

I COSTI DEL SERVIZIONelle relazioni che illustrano funzioni e meccanismi del nuovo grande consorzio per i rifiuti non è ben chiarito quanto pagheranno i cittadini: non si dice esplicitamente se i mugellani, alla fine dell'operazione, pagheranno di più o di meno per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Anzi, tra le righe lo si capisce: pagheranno di più. La tariffa di smaltimento sarà unica "in progressiva diminuzione con il progredire dell'attuazione del programma impiantistico". Ma subito dopo si specifica che "dapprima questo principio comporterà un aumento dei costi unitari di smaltimento abituati alle discariche e una parallela diminuzione dei costi di smaltimento per i comuni già serviti dal termodistruttore". Chi abita nei comuni mugellani, tutti serviti da discariche, almeno in un primo momento, si troverà a dover pagare tariffe più salate.

 

GLI IMPIANTI

Dove sistemare le 36 mila tonnellate di rifiuti che Mugello e Val di Sieve producono ogni anno? Vengono riproposti i siti indicati -invano- da 15 anni nei Piani comprensoriali: l'inceneritore di Selvapiana (l'unico in funzione), la discarica di Vicchio (che doveva già essere realizzata e che invece non si è neppure iniziato a realizzare), un impianto di compostaggio (che doveva essere localizzato a Dicomano, ma che ora non si è ancora deciso dove fare).

 

SERVIZIO DI PAOLO GUIDOTTI

 

PURCHE' NON SIA

UN CARROZZONE…

Sarà compito di politici e amministratori locali verificare se il progetto di gestione dei rifiuti attraverso un apposito consorzio sia davvero la scelta migliore. In teoria una gestione unitaria di servizi complessi appare la più logica, permettendo un miglior utilizzo delle risorse disponibili. Purché si scelga nettamente una gestione attenta ai bisogni del territorio e di vero tipo aziendale. Perché un rischio, in queste operazioni, permane: altre volte, da giuste esigenze di razionalizzazione, abbiamo visto nascere carrozzoni che sembrano fatti apposta per sistemare ex-sindaci e altri politici alla ricerca di un posto, con vistose tentazioni clientelari sul fronte del reclutamento del personale. E, lo si sa, certi vizi son duri a morire.

© il filo, marzo 1998

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