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La copertina di questo mese
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GLI ARTICOLI
SOCIALE

APERTO UN CENTRO DI ASCOLTO PER LE PERSONE IN DIFFICOLTA’

A San Piero, “tutti x tutti”

 

Il 22 aprile scorso è stato inaugurato a San Piero un nuovo importante servizio: il Centro d’ascolto “Tutti x tutti” (tel. 055 8498578, aperto il martedì dalle 21 alle 23 e il venerdì dalle 15,30 alle 17,30, nella sede dell’ex-asilo Frilli).

A Carlo Cieri e Tamara Rossi, del comitato promotore, abbiamo rivolto alcune domande per spiegare nel dettaglio il senso e le modalità di questa iniziativa.    

 

Quali gli scopi del “Tutti per tutti”? A chi si rivolge? Quali risposte intende offrire?

IL CENTRO D'ASCOLTO DI SAN PIERO A SIEVEIl Centro di Ascolto ha lo scopo di accogliere, attraverso il Punto di Ascolto che opera anche per via telefonica, ogni tipo di segnalazione di situazioni di disagio da parte di tutte le persone, senza esclusione alcuna, che ne ravvisino la necessità al fine di trovare persone in grado di ascoltare problemi e dubbi, capaci di offrire una opportunità di sfogo e di sollievo nelle difficoltà, e anche di dare informazioni di supporto e orientamenti per muoversi nella rete dei servizi.

Inoltre si propone di offrire “interventi concreti di integrazione” di servizi domiciliari e personali anche già in essere ad opera delle istituzioni pubbliche e private esistenti e operanti sul territorio.

Non si intende quindi costituire una associazione autonomamente operante, che vada a sovrapporsi, nelle proprie attività e iniziative, a quanto finora già egregiamente svolto da altri, bensì di operare una integrazione di quanto ad oggi è offerto anche mediante la promozione della collaborazione in iniziative e programmi comunemente e solidariamente organizzati.

In questa ottica il Centro di Ascolto intende operare avvalendosi anche della collaborazione di volontari  già appartenenti a qualsiasi altra associazione e organizzazione, nella considerazione e nel rispetto della loro originaria appartenenza, in modo da promuovere la concretezza del motto “tutti x tutti”.

Com’è nata l’idea?

L'inaugurazione del Centro d'Ascolto di San Piero a SieveQuesta iniziativa prende origine dal comune e concorde riconoscimento del fatto che, nell’attuale realtà sociale, la Persona incontra - sempre più frequentemente nel corso della vita -  situazioni di difficoltà e di disagio. Situazioni alle quali, più spesso di quanto non siamo portati a pensare, né le Istituzioni, né le Associazioni di Volontariato, né l’attuale tessuto sociale e familiare, per molteplici e complesse ragioni sono di fatto in grado di dare una concreta ed esauriente risposta.

Le cause, congiuntamente analizzate e riconosciute, di questo stato di fatto sono ovviamente complesse, ma riconducibili principalmente a fenomeni sia sociali (quali il progressivo invecchiamento della popolazione, il decremento della natalità, l’aumento del numero delle coppie senza figli, l’aumento del numero degli “anziani soli”, i fenomeni ormai abituali di migrazione interna e quelli di immigrazione) che organizzativi e istituzionali ( quali gli ingravescenti limiti di risorse economiche destinabili alle necessità sociali a fronte di un loro progressivo incremento, un sistema informativo che di fatto non risulta sufficientemente alla portata di tutti, una insufficiente collaborazione fra le Istituzioni pubbliche fra di loro e con le Organizzazioni di Volontariato e anche di quest’ultime fra di loro.)

Consapevoli di tutto questo, e a fronte della conoscenza di progettualità, se pur vaghe, un tempo di Alessia Ballini  e di Don Luca, nell’ agosto del 2004 un piccolo gruppo (costituito da Tamara Rossi, Carlo Cieri, e l’“esperto” Luigi Consonni) ha deciso di riproporre la considerazione di queste problematiche, e di promuovere una azione coordinata e sinergica fra quelle istituzioni da loro rappresentate, con il coinvolgimento anche della Misericordia quale espressione prima del volontariato sanpierino.

Non è stato poi troppo difficile, anche se non troppo veloce, far accogliere gli elementi di interesse comune, al disopra degli elementi di divergenza, così che siamo arrivati ad una Delibera votata all’unanimità da parte del Consiglio Comunale di San Piero a Sieve il 30 maggio 2005.

A fronte di questo vastissimo panorama di problematiche le tre Istituzioni promotrici e  “Garanti” del Centro di Ascolto si sono proposte di dare avvio, iniziando proprio con la costituzione del Centro di Ascolto, ad una serie di interventi articolati volti ad affrontare, in modo particolare, il disagio sociale nascosto e il disagio sociale emergente.

Come vi siete organizzati?

 L'inaugurazione del Centro d'Ascolto di San Piero a SieveIl 22 ottobre 2005 viene siglato un “Protocollo di intesa per la Gestione del Centro di Ascolto per la prevenzione del disagio sociale” fra le tre Istituzioni promotrici che costituiscono, attraverso i rispettivi rappresentanti, il “Comitato di Garanzia”, che nomina di comune accordo un “Comitato di Gestione” composto da presidente, vicepresidente, segretario, e due consiglieri: attualmente, con nomina del 30 dicembre 2005, costituito da Carlo Cieri, Luigi Consonni, Tamara Rossi, Enzo Giaggioli e Giuseppe Bacci. Le finalità vengono realizzate mediante l’opera di volontari organizzati in tre gruppi: Gruppo di ascolto, Gruppo di consulenti, e Gruppo operativo.

Quali le difficoltà che pensate di dover fronteggiare?

La parte più ambiziosa, ma anche a nostro avviso più interessante, del progetto è quella di suggerire lo sviluppo di rapporti “in rete” di collaborazione fra Istituzioni e Associazioni, e fra queste fra loro,  già operanti sul territorio mugellano, e di promuovere una nuova forma di coscienza e di coesione sociale fra le persone, espressa anche da una più forte e diffusa cultura del volontariato, nell’ottica di una concreta risposta alla disgregazione sociale crescente e all’emergenza delle nuove realtà di disagio sociale. Siamo in ciò consapevoli delle difficoltà che incontreremo nel confrontarci con il dilagante individualismo, con l’indifferenza, e con i campanilismi, dei quali tutti ci proponiamo “provocatoriamente” di  stimolare il superamento.

Un centro di ascolto “solo” per San Piero non rischia di apparire sovradimensionato? Avete prospettive di allargamento “territoriale”?

A nostro avviso, l’estensione territoriale mugellana del nostro progetto abbraccia una realtà anche eccessivamente vasta, le cui problematiche sono, a nostro avviso, così copiose da poter essere affrontabili solo in collaborazione con le Istituzioni e le altre Associazioni già esistenti sul territorio.

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio 2006

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