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La copertina di questo mese
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EDITORIA LOCALE

UN NUOVO LIBRO SU BORGO SAN LORENZO

Ecco la storia del S.S. Crocifisso

Nel prossimo mese di gennaio sarà presentato al santuario del SS. Crocifisso a Borgo, il volume L'Oratorio del SS. Crocifisso de' Neri e la Compagnia del Corpus Domini a Borgo S. Lorenzo, realizzato per i tipi degli Editori dell'Acero di Empoli. L'opera, di 160 pagine con oltre 100 immagini a colori e in b/n, esce nel sesto centenario dell'arrivo a Borgo S. Lorenzo del SS. Crocifisso dei Miracoli, custodito sopra l'altare maggiore dell'omonimo oratorio, che sorge al termine di corso Matteotti, all'estremità ovest del paese, proprio accanto all'ex convento francescano di S. Francesco. Secondo la tradizione, infatti, il Crocifisso ligneo sarebbe giunto a Borgo, portato da un gruppo di pellegrini tedeschi in viaggio verso Roma, in occasione dell'Anno Santo 1400. Fermatisi a Borgo, ospitati dalla Compagnia dei Battuti, i pellegrini furono colti dalla peste che li mise in fuga, costringendoli ad abbandonare la sacra immagine che portavano al seguito. Il Crocifisso, quindi, rimasto presso i Battuti (così chiamati per l'uso di flagellarsi in segno di penitenza), iniziò ben presto a manifestare le proprie virtù taumaturgiche, dispendando grazie e guarigioni e, soprattutto, intercedendo per la cessazione di calamità naturali quali terremoti, alluvioni, siccità, epidemie, ecc. La piccola chiesa dei Battuti divenne quindi meta di fedeli che accorrevano ai piedi della croce, e ormai la loro funzione diveniva sempre di più quella di custode della sacra immagine, tanto che, nel 1481, rinnovò i propri capitoli e assunse la denominazione di Compagnia del Corpus Domini, detta de' Neri, per l'uso della cappa di colore nero. Nel corso dei secoli la Compagnia prosperò grazie soprattutto a donazioni di privati e nel 1710, per venire incontro alla necessità di conservare la sacra immagine più degnamente, deliberò di avviare la costruzione di un nuovo e ben più grande oratorio, il cui progetto fu affidato all'architetto fiorentino Girolamo Ticciati. L'edificio fu inaugurato nel 1743, l'ultima domenica di luglio, destinata a divenire ben presto il giorno della grande festa del SS. Crocifisso, che si celebra ancora oggi ogni anno. Nel 1785 la Compagnia de' Neri fu soppressa per decreto del Granduca Pietro Leopoldo e la gestione dell'oratorio fu affidata a un operaio e ad un custode, che provvidero, tra l'altro, al completamento dell'edificio. Più tardi, la Compagnia de' Neri si ricostituì, mutando la cappa nera in quella di colore bianco e ancora oggi questa è presente a Borgo, quale custode fedele della sacra immagine. Nel 1919 la chiesa fu molto seriamente danneggiata dal terremoto e conseguentemente fu ampiamente restaurata su progetto dell'architetto Enrico Lusini, progetto che fu condotto a termine solo parzialmente. Dopo la parentesi della presenza dei Salesiani (1935-1968) e l'elevazione della chiesa a parrocchia, l'oratorio è tornato alla sua funzione di custode dell'immagine del Crocifisso dei miracoli nel 1992.

Il volume appare sostanzialmente diviso in due parti di cui la prima ripercorre, soprattutto con l'ausilio dei numerosi documenti antichi ancora esistenti, le vicende storiche della Compagnia de' Neri e dell'oratorio, che si intrecciano almeno fino alla fine del XVIII secolo. Partendo dalla tradizione plurisecolare, le origini della Compagnia sono rilette alla luce della storiografia più recente, proponendo l'ipotesi che vede la Compagnia stessa in rapporti piuttosto stretti col convento francescano attiguo. La seconda parte, invece, è dedicata alla illustrazione del piuttosto consistente patrimonio artistico della chiesa, espressione della fede e della sincera devozione di generazioni e generazioni di mugellani verso il Crocifisso. Tra le varie opere che appartengono, o appartenevano all'oratorio, si segnalano, oltre alla splendida croce lignea, risalente alla fine del XIV secolo, i dipinti con la Madonna col Bambino, San Giovannino e Santa Elisabetta, attribuito a Santi di Tito (ora conservato al Museo di Casa Vasari ad Arezzo), la Madonna con Bambino tra S. Giovanni Battista e S. Tommaso, riferito a Piero di Cosimo, la Discesa dello Spirito Santo, opera del pittore del XVII secolo Jacopo Vignali. All'interno della chiesa si conserva uno dei più significativi nuclei di pittura toscana dell'Ottocento, con la grande tela che copre, sopra l'altare maggiore, la sacra immagine del Crocifisso, L'Angelo consolatore, dipinto da Giuseppe Bezzuoli nel 1837, le otto monumentali tele con Episodi della Passione, eseguite da Luigi Sabatelli e i suoi figli tra il 1846 e il 1850 e l'interessante Transito di S. Giuseppe, eseguito da Ferdinando Folchi nel 1881. Vengono inoltre presentati oggetti appartenenti alle cosiddette "arti minori", come uno splendido calice in argento, opera di un argentiere napoletano del XVIII secolo, il prezioso reliquiario della croce (stauroteca), probabile lavoro veneziano in cristallo di rocca e proveniente dal convento di S. Francesco. Inoltre sono illustrati i più importanti e preziosi paramenti sacri, alcuni dei quali rivestono una notevole importanza.

Il volume, in sostanza, illustra la storia e l'arte di uno degli edifici più significativi del Mugello, sede di un culto antico e profondamente radicato nella gente del Mugello e di una delle più illustri associazioni religiose laicali della zona, ancora oggi attiva a Borgo.

Marco Pinelli

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2000
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