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GLI ARTICOLI
FORTI POLEMICHE PER UN DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE

Vicchio e il no al crocifisso


Bella figura….

Ogni tanto il Mugello ha gli “onori” della cronaca. E dispiace quando il motivo non è particolarmente “edificante”: al di là dei –grazie a Dio, rari- episodi di cronaca nera, al di là delle attività dell’Autodromo, ultimamente il Mugello si è affacciato nelle rassegne stampa nazionali per l’inchiesta giudiziaria a Barberino, e ora per questo “bel” documento, approvato dal Consiglio comunale contro la presenza del Crocifisso negli spazi pubblici. La cosa ha fatto notizia, perché Vicchio pare sia il primo, o l’unico comune d’Italia, ad aver preso una posizione del genere (è inutile che il buon capogruppo del Pd ora si sbracci a dire che  : il significato politico, il messaggio dell’atto non poteva che essere questo… e infatti così è stato.)  In secondo luogo la decisione di Vicchio è coincisa con quella della Corte Europea che ha ammesso il ricorso dell’Italia contro la sentenza europea anti-crocifisso, riconoscendo la fondatezza del ricorso.

Ecco allora le telecamere di Rai1 in piazza a Vicchio, ecco i tanti giornali che ne hanno parlato. Non ci è parsa una bella figura…

Per nessuno.

Non lo è stato per il paese di Vicchio. Non lo è stato, suo malgrado neppure per il sindaco Roberto Izzo, che si è trovato a votare contro a metà della sua maggioranza, finendo tra gli sconfitti. Non lo è stato neppure per i presentatori, il gruppo Sinistre per Vicchio, che hanno manifestato argomentazioni e usato toni di altri tempi, arrivando a ricordare polemicamente al parroco, che siamo in democrazia e non in teocrazia!! Grande scoperta…

E’ stato un pessimo scivolone anche per il gruppo PD, spaccato in due su una questione che non dovrebbe essere fonte di divisione.

Figuraccia ha fatto anche l’opposizione a destra: i due consiglieri del Pdl erano entrambi assenti (“per ragioni di partito”, si sono giustificati, ma va…), salvo chiedere poi le dimissioni del sindaco…

A noi invece è piaciuto il parroco che non ha taciuto: ha letto l’episodio non con i canoni della politica e degli schieramenti, ma l’ha definita per quello che è: un tassello di una posizione anticattolica, che, diciamo noi, ormai si sostanzia in tante scelte quotidiane, della politica e non solo. Da una parte un Pd che arriva a candidare la radicale Bonino, portabandiera di tutte le battaglie antitetiche alla visione cristiana della vita, lo schierarsi, da parte della sinistra (ma non mancano significative partecipazioni anche di esponenti di destra) sempre su posizioni contrarie a quelle del mondo cattolico su tanti temi, dall’aborto alle pillole abortive, dall’eutanasia (a cui sono legate le battaglie strumentali e ideologiche sul “testamento biologico” che stanno arrivando anche nei comuni mugellani) alla sperimentazione sugli embrioni umani, dall’ostilità verso le scuole cattoliche alla liberalizzazione delle droghe e al fango che con malcelata soddisfazione si vuol gettare sulla Chiesa, dal Papa in giù…

Ma va riconosciuto anche che questo “anticlericalismo”, questa indifferenza o ostilità nei confronti della presenza cristiana permea in profondità anche la società mugellana. In questo Vicchio è un paese per certi aspetti “simbolo”: da anni, salvo eccezione, già si sono censurati i riferimenti religiosi al Natale nelle scuole, si discute sul tema del Crocifisso, ma è discussione anomala e superflua visto che a Vicchio, in tanti luoghi pubblici, scuole comprese, non c’è più da anni. E la partecipazione alla vita parrocchiale, dalla Messa alle varie attività, è ormai appannaggio di una piccola minoranza.

Il tema della laicità è ormai utilizzato come grimaldello ideologico di un relativismo totalitario che mira a cancellare anche dalle nostre comunità locali ogni traccia di umanesimo cristiano, altro che libertà di scelta! Dispiace che tanti amici credenti si prestino, consapevoli o no, a questo gioco.

 


 

IL DOCUMENTO

 

Sei pagine, presentate dal gruppo “Sinistre per Vicchio”, dove si sottolinea fra l’altro la storia dell’obbligo di esporre il crocifisso nelle aule,  a partire dal Regio Decreto del 1860, si citano ampie parti della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo –che chiede di togliere il Crocifisso dalle scuole italiane-, e del ricorso presentato dal Governo, per concludere che si “esprime la propria adesione ai principi di laicità espressi dalla sentenza” e “la contrarietà alle motivazioni con le quali il Governo Italiano si oppone a detta sentenza”.

 


 

LA VOTAZIONE

Hanno votato a favore, oltre i tre consiglieri di Sinistre per Vicchio Nadia Capocchini, Stefano Celli e Bruno Confortini , i consiglieri di maggioranza (centrosinistra), Massimo Pasi, Riccardo Santoni, Marco Gasparrini Lorenzo Petti ed Elena Ganassi. Hanno votato contro il documento Roberto Izzo, e  i consiglieri di maggioranza Teresa Bonanni, Leonardo Abrans e .Grazia Nocentini Si è astenuto il capogruppo del centrosinistra Simone Lazzerini. Tra gli assenti l’intero gruppo PDL (Raffaele Lecca e Caterina Coralli).


LE POLEMICHE

Tutti i giornali parlano di Vicchio e del suo no al Crocifisso, in piazza arrivano le telecamere di Rai1 per “La vita in diretta” (e uno dei consiglieri vicchiesi di “Sinistre per Vicchio”, promotori del documento scrive anche al sito dell’UAAR – l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti per informare della presenza della troupe televisiva di Rai 1). A proposito di UAAR molti si complimentano con Vicchio, ed esultano per la decisione. Ecco alcuni  commenti: “Ma dimmi te da dove doveva arrivare una simile prova di civiltà e progresso sociale: da Vicchio! Allora nel Mugello non ci son soltanto tortelli e tartufi! Intanto a Campiglia Marittima (LI), il comune in cui risiedo, è istituito un registro pubblico dei testamenti biologici, cosa che si apprestano a fare gli altri comuni della Val di Cornia. Come son contento d’essere toscano!” E un certo Darik di Pontassieve: “Il mio comune, pontassieve (confina pure con quello di vicchio) era tra i più “rossi” della toscana. adesso ha il sindaco diessino ex margheritino ex democristiano. ergo: il comune è in mano ai preti.
mi pare ke abbiano fatto una mozione insieme al pdl per il mantenimento del feticcio in classe.
roba da far rivoltare lo stomaco…”
 


IL PARROCO

“Non nascondo il dispiacere per la vicenda che ha coinvolto il paese di Vicchio per la scelta del suo consiglio comunale di adesione alla sentenza di Strasburgo relativa alla presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche”, scrive don Giuliano Landini, parroco di Vicchio. “Questa posizione del consiglio comunale non rispecchia affatto la realtà della comunità di Vicchio”. Don Landini parla anche di “anticristianesimo annidato nelle coscienze di quei consiglieri che sarebbero piuttosto chiamati a votare ordini del giorno relativi al bene comune dei cittadini come le emergenze delle famiglie in difficoltà, i disagi sociali dei giovani, le condizioni stradali del nostro paese, la stagnazione degli interventi urbanistici, la qualificazione del nostro ambiente ed ecosistema; lascino davvero che altri temi come questo vengano discussi nelle sedi più appropriate”.


 I RISVOLTI POLITICI

Lo dice lo stesso parroco, e lo pensano in molti: “si è trattato di un’azione fortemente demagogica e strumentale” con l’obiettivo, tra l’altro, di “mortificare l’impegno, l’onestà, la dedizione morale e materiale del primo cittadino, Roberto Izzo, conosciuto per il suo impegno cristiano”. Un’iniziativa politica, quella del documento anti-Crocifisso, per mettere in difficoltà il sindaco. Izzo infatti ha vinto le primarie, è il primo sindaco non comunista di Vicchio, è cattolico, e ampi settori della sinistra, anche nel PD, la cosa non l’hanno digerita.


ANCORA POLEMICHE

“Sinistre per Vicchio” scrive al parroco una lettera molto puntuta: gli ricordano che non “siamo in teocrazia”, gli si concede di poter “legittimamente parlare ma solo in proprio nome e non pensando di rappresentare il volere degli 8234 abitanti di Vicchio, dicendogli anche che “l’agenda del consiglio comunale non può essere dettata da nessun altro, tantomeno dal rappresentante di una confessione religiosa”.

Il parroco replica: parla di “una settimana pesante che ha esposto il nostro paese di fronte a tutta Italia per una sorta di processo al crocifisso” e sostiene che “io come tanti altri sacerdoti rappresentiamo la gente e una larga fetta di tutte quelle realtà sociali sparse nel territorio. L’essermi fatto interprete di un disagio (da qualcuno generato) non costituisce nessuna colpa, anzi è per me motivo di vanto: fa parte del mio ruolo religioso e civile”.

Anche il gruppo consiliare centrosinistra interviene: “Nessuna mancanza di rispetto al simbolo e al suo significato. Anzi il contrario: si contesta l’approccio minimalista del governo che tende a considerare il crocifisso un semplice ed innocuo arredo”; e si sottolinea che “il testo approvato non ha nessun rilievo sull’amministrazione locale e non determina alcuna campagna per togliere i crocifissi dalle scuole di Vicchio”. E il capogruppo Lazzerini spiega la propria astensione: “Non l’ho fatto né per mediazione né per incertezza: l’ho fatto per convinzione come uomo e come cristiano”. E attacca anche lui l’approccio minimalista del Governo italiano. Aggiungendo però di non condividere “neppure l’ansia laicista di togliere i crocifissi dai muri, quasi fossero ideologicamente ingombranti”.

 

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2010

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