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Copertina Gennaio 2010La copertina del
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GLI ARTICOLI
EDITORIALE

Siamo messi male...

 

ex-ospedale di LucoCi sono alcuni aspetti, della nostra zona, sul piano socio-economico, che lasciano sconcertati e preoccupati. Ne citiamo alcuni, senza approfondire. Dall’episodio, denunciato su queste pagine dal presidente del consorzio dei prodotti locali “In Mugello”, relativo all’incapacità delle amministrazioni pubbliche, di organizzare e allestire –nonostante vi fossero gli spazi- un’efficace vetrina dei prodotti mugellani da offrire ai milioni di visitatori che passano dall’outlet di Barberino; allo stato di paralisi dell’ipotesi di recupero e riutilizzo dell’ex-ospedale di Luco di Mugello, che mostra come in molti anni non si sia stati in grado di formulare una benché minima proposta concreta: con il rischio di far crollare un immobile duecentesco, e comunque di lasciarlo completamente inutilizzato. O pensiamo anche allo stato del lago di Bilancino, che dieci anni fa si vantava come importantissima risorsa turistica ed economica, e ne avrebbe ancora tutte le potenzialità, ma che invece non si è stati in grado finora di far decollare. Sul piano socio-economico sembra che il Mugello viaggi con il freno tirato. Noi qui non vogliamo azzardare diagnosi, ma soltanto mettere a tema questo aspetto non di poco conto. Per il quale sollecitiamo imprenditori, politici e amministratori, cittadini, a dire la loro. Offrendo come sempre le pagine del nostro mensile come libero spazio per il dibattito e l’approfondimento.

Forse noi mugellani abbiamo “geni” poco inclini ad intraprendere. Forse è la situazione politica cristallizzata da decenni che ha impedito e impedisce lo sprigionarsi di energie fresche e di idee nuove. E sicuramente il panorama offerto da molte amministrazioni locali che mostrano di limitarsi a navigare a vista, e talvolta anche con atteggiamenti supponenti e inclini all’autoreferenzialità, non è molto incoraggiante. C’è chi dice che pesi anche un livello di formazione scolastica più basso che altrove. O forse è un limite  il nostro eccessivo spirito di campanile, che rende incapaci di vere e proprie collaborazioni, con gelosie e piccinerie, divisioni per bande e consorterie. Il Mugello è un territorio omogeneo, un “marchio” che potrebbe essere speso con grande efficacia se vi fossero politiche di promozione all’altezza, politiche che dovrebbero far seguito a scelte di tipo amministrativo altrettanto omogenee. Se la politica invece avanza  a tentoni con decisioni schizofreniche che non favoriscono in modo significativo nessun settore specifico, beh, avremo i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: paesaggi deturpati, capannoni (vuoti)costruiti sui confini degli altri comuni per non danneggiare l’immagine del proprio, nessuna politica turistica di area tesa a valorizzare la ricchezza del nostro territorio e a farne la porta  principale d’ingresso verso Firenze.

E non va trascurata la tendenza –che non è certo tipicamente mugellana ma che anche da noi picchia forte- al “chissenefrega”, al farsi i fatti propri, al non partecipare: col risultato di una società locale frammentata, che non comunica e non si conosce, che non sa elaborare insieme, sempre meno comunità, sempre più aggregato di interessi individuali, slegati e spesso contrapposti.

Certo occorrerebbe dirci anche come se ne esce. Perché non vi è dubbio che alla lunga viaggiare con il freno tirato non è possibile, e la macchina viene sorpassata da tutti, e si danneggia. Analisi e proposta: qui non tiriamo conclusioni, ma invitiamo tutti al dibattito, a maggior ragione in questo momento di crisi economica, dove la forza delle idee, sostenuta dalla disponibilità al confronto,  dovrebbe assumere un’importanza decisiva. Siamo certi che riflettere su questo sia utile e proficuo; e siamo altrettanto speranzosi che qualcuno voglia raccogliere l’invito.

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2010

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